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Ostuni

Sorge sulla cima di un colle a pareti ripidissime, e il suo nome, secondo la tradizione, deriva dal greco "Astu-neon", città nuova, costruita con ogni probabilità - circa duemila anni fa - sui resti di una città più antica. Ci colpisce il suo allucinante biancore da cui l'appellativo di "CITTA' BIANCA" visibile dalla superstrada e dai numerosi complessi turistici marini. Tre torri poggiate su tre colli e sormontate dalla corona della città costituiscono gli elementi dello stemma di Ostuni. D'altro canto, la posizione invidiabile, e facilmente difendibile, ha certamente attirato l'attenzione dei Messapi, costruttori di città e di strade. Nella stessa area sono state rinvenute strutture e ceramica di età imperiale romana e reperti medievali. Ma il territorio di Ostuni è stato abitato sin da epoche molto più antiche, come dimostrano l'importante insediamento preistorico nei pressi della cripta di S. Maria d'Agnano, presso l'omonima masseria, in cui sono stati rinvenuti i resti di una giovane donna del paleolitico (circa 24.000 anni fa), e le numerose grotte in cui sono stati rinvenuti reperti ceramici e ossei, gli insediamenti neolitici di Lamaforca e San Biagio, e quello di Morelli che ha restituito reperti dell'età del bronzo. Intorno all'anno Mille, c'erano ad Ostuni quattro porte, di cui oggi sono visibili solo Porta Nova e Porta San Demetrio, unite tra di loro da una strada circolare che correva lungo le mura e i bastioni per chiudersi nella piazza del Moro, che nel Medioevo era il centro della vita commerciale e politica del paese. Le esigenze difensive spiegano la presenza delle case vicinissime le une alle altre e delle domus palatiate, le abitazioni a più piani, per sfruttare al massimo tutto lo spazio disponibile entro le mura, in larghezza e in altezza. Il suo massimo sviluppo urbanistico avvenne nel Rinascimento, allorché all'architettura medievale si affiancarono numerosi edifici riconoscibili per i caratteristici portali con cornici architravate (di cui è un esempio quello della chiesa dello Spirito Santo, del 1637). La Cattedrale, dalla bella facciata in stile gotico-romanico, richiese per la costruzione circa mezzo secolo. L'accesso alla chiesa è dato da tre portali con archi ad ogiva, sui quali si aprono tre rosoni, di cui decoratissimo, con figure degli Apostoli, è quello centrale. Tra Ostuni e Fasano, in contrada Piscomarano, è la più antica architettura di tutta la provincia: il "dolmen (di Montalbano)", letteralmente - dal francese - "tavola di pietra", monumento preistorico funerario o di culto, costituito da grandi e spesse lastre di pietra: due infisse parallelamente nel terreno e un'altra posta sovrastante a copertura; e talvolta un'altra ancora come parete di fondo. A Villanova, lungo l'antica via Traiana, sulla splendida costa ostunese, vi è il porto con la grande torre del sec. XV, edificata forse in alternativa alle mura fatte costruire dagli Angioini verso la fine del XIII secolo; nei pressi sono stati rinvenuti reperti di età ellenistica e romana. La Murgia, sulle cui ultime propaggini meridionali si trova Ostuni, significa "sporgenza rocciosa" (dal latino murex = sasso appuntito); costituita in gran parte da calcari cretacei, è nettamente dominata dal "carsismo": manca perciò di corsi d'acqua e valli. Al loro posto solchi non profondi, a pareti ripide, detti "lame", ed enormi burroni, le "gravine". Nella lama di Rosa Marina, che è una delle più belle del territorio ostunese, in parte occupata dall'omonimo villaggio turistico, sono state rinvenute tracce di un insediamento neolitico e di un insediamento rupestre medioevale.